Collaborazione con Giunti #11


La casa editrice Giunti mi ha inviato una delle sue ultime uscite, per questo la ringrazio nuovamente.

Titolo: L’estraneo
Autore: Ursula Poznanski, Arno Strobel
Editore: Giunti
Pagine: 403
GenereThriller
Prezzo: 14,00€

Immagina di essere sola in casa, avvolta in un accappatoio, mentre ti asciughi i capelli dopo un bagno caldo. Improvvisamente senti un rumore al piano di sotto, uno strano tintinnio, poi un cassetto che si apre e si richiude. Scendi le scale, ti avvicini alla porta della cucina e d’un tratto ti trovi davanti uno sconosciuto: occhi azzurri, capelli scuri, spalle larghe. Sei paralizzata dalla paura, inizi a gridare. Ma lui non scappa. E, cosa ancora più inquietante, ti chiama per nome, sostiene di essere il tuo fidanzato e non capisce come tu possa non riconoscerlo. Tu però sei certa di non averlo mai visto prima, afferri un fermacarte e glielo scagli contro. Chi è quell’uomo? Perché dice di conoscerti? Stai forse diventando pazza? Immagina di tornare a casa una sera e scoprire che la tua fidanzata non ti riconosce più. Comincia a gridare, è convinta che tu sia un ladro o un maniaco, ti scaglia addosso un fermacarte e corre a rinchiudersi in camera. Non riesci a capire, inizi a guardarti intorno e all’improvviso realizzi un fatto agghiacciante: le tue cose non ci sono più. Le tue giacche, che stamattina erano appese nel guardaroba, sono sparite. Non c’è più niente di tuo in quella casa. Stai forse diventando pazzo? Siete entrambi intrappolati in un incubo. E l’unico modo per uscirne è provare a fidarsi l’uno dell’altra…

L’estraneo si presenta come un thriller psicologico in grado di catturare l’attenzione del lettore fin dalle primissime battute. La storia ruota attorno a due protagonisti – Joanna e Erik – legati da un profondo legame e da una storia d’amore difficile da dimenticare… ma non per Jo!
Ritrovandosi in casa un uomo che non riconosce viene colta da un panico violento ed incontrollabile; nulla in casa testimonia la presenza di quell’uomo eppure qualcosa nel profondo del suo cuore sembra smuoversi impercettibilmente, Erik sembra conoscerla realmente… e se fosse solo un piano perfettamente realizzato per farle del male? Credere alle sue parole o ai suoi ricordi?
La prima parte di L’estraneo gioca molto sul fattore psicologico di ognuno, sulle paure, sui timori, sulle illusioni e le piccole bugie da smascherare. E’ un limbo costante tra innocenza e colpevolezza che gioca a carte con un destino sempre più incerto ed offuscato, rivelato dai due autori con acume e parsimonia, capaci di infondere nel lettore un sentore di profonda incertezza e naturale curiosità. Si viene inevitabilmente spinti a prendere le parti, a schierarsi con uno dei volubili protagonisti fino a tentare di comprendere quale verità possa nascondere un’amnesia così profondamente radicata e unicamente volta alla totale cancellazione dell’esistenza di Erik nella vita apparentemente normale di Joanna. Mistero che, nel proseguo della narrazione, verrà popolato di nuovi personaggi, ulteriori illazioni e centellinati indizi in grado di incoraggiare quel tarlo del dubbio che già albergava nella mente del lettore, incapace di arrestarsi fino all’inevitabile epilogo.

« Non sapevo che la paura avesse tante sfumature. Angoscia violenta, immediata… 
una paura sotterranea, strisciante che però si è insinuata in ogni fibra del mio corpo! »

Stilisticamente parlando, è proprio questa seconda parte a presentare una marcia in più, un deciso colpo di petto in grado di conferire quel particolare guizzo ad una narrazione che altrimenti rischiava pericolosamente di fossilizzarsi. Ma, a mio parere, qualcosa non è andato per il verso giusto…
Indubbiamente lo stile linguistico adottato dai due autori risulta efficace nel catturare l’attenzione, ritmico e coerente in gran parte, ma, proprio in un finale che avrebbe potuto sancire la riuscita di un romanzo psicologico a cinque stelle, ha peccato di un’eccessiva approssimazione e di una presunzione narrativa ardua da arginare, confluendo nella trama un calderone di fatti, personaggi ed indizi in modo fin troppo sbrigativo e semplicemente fini a se stessi.
Mi sono ritrovata a storcere il naso – con una frequenza quanto mai preoccupante – leggendo quelle che dovevano essere le pagine della consacrazione, ma che, al contrario, ho riscontrato eccessivamente tirate via, veloci e, francamente, ben poco plausibili considerato il quadro generale delineato fino a ¾ della narrazione. Ho avuto la strana percezione che fossero state inserite per fare scalpore, per sconvolgere il lettore, per creare forzatamente un legame con la realtà attuale che, purtroppo, mal collimava con il valore stesso del romanzo. In un gusto puramente personale, avrei preferito leggere una diversa costruzione della verità dietro quell’improvvisa, incolmabile ed incomprensibile amnesia, capace di getta protagonista e lettore al centro di un tela colma e complessa, fatta di intense pennellate e di profonde domande a cui è quasi doloroso trovare risposta!

Prendendo atto di questa mia ultima considerazione, L’Estraneo rimane un thriller valido e una buona lettura per gli amanti del genere, ma anche per quanti si affacciano per la prima volta a questo specifico angolo letterario.
Lo stile riesce in buona parte a coinvolgere il lettore, a catturarlo completamente, accompagnandolo al centro di una scena molto più complessa e acutamente costruita di quanto si potrebbe immaginare in origine. I protagonisti sono ben delineati, con caratteristiche psicologiche precise e descritte in modo chiaro, esaustivo. coinvolgente. I personaggi che si affacciano sulla scena – rimanendo qualche velata e già espressa perplessità – sanno come compiere il proprio dovere, giocando un ruolo chiave nella costruzione di una trama che accompagna il lettore in un viaggio pericoloso ed avido nel punto più nascosto ed oscuro della mente umana.

 

E voi, Lettori, cosa ne pensate de L’Estraneo?
Lo avete già letto o lo leggerete?
Vi incuriosisce il legame profondo tra mente e ricordi?
Lasciatemi le vostre impressioni nei commenti.. 🙂

 

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