Collaborazione con Giunti #16


♥La casa editrice Giunti mi ha inviato una delle sue ultime uscite, per questo la ringrazio nuovamente.♥

Titolo: Il respiro delle anime
Autore: Gigi Paoli
Editore: Giunti
Pagine: 414
Genere: Noir
Prezzo: 15,00€

E’ una torrida mattinata di luglio, le scuole sono ormai chiuse e sulle strade semideserte di Firenze e dintorni è calato un silenzio irreale, ma Carlo Alberto Marchi, tenace cronista e instancabile padre-single, continua inesorabilmente a svegliarsi alle sette e dieci.

Non resta che mettersi in viaggio verso ”Gotham City”, l’avveniristico Palazzo di Giustizia nella periferia della città – nonché uno dei dieci edifici più brutti del mondo secondo svariate classifiche – e andare a caccia di notizie sull’allarmante ondata di morti per overdose che negli ultimi mesi ha colpito la città.
Un’inchiesta con cui il direttore del ”Nuovo Giornale” sta marcando stretti il reporter e il suo collega, ”l’Artista”, che con la loro tendenza all’insubordinazione non godono certo delle sue simpatie… Ma a scombinare l’agenda di Marchi arriva una notizia che gli fa subito drizzare le antenne: nella notte, a pochi passi da Gotham, un ciclista è stato ucciso da un’auto pirata scomparsa nel nulla.
Un banale incidente? Solo all’apparenza. Perché se si aggiunge che la vittima era il dirigente americano di una nota azienda farmaceutica, e che solo pochi giorni prima era rimasto coinvolto in una retata in un ambiguo locale del centro, il caso si fa piuttosto interessante.
Molte e intricate sono le piste che si aprono davanti alle forze dell’ordine e a chiunque abbia voglia di vederci chiaro: una lugubre villa dalle finestre murate, un misterioso iPhone placcato d’oro, un barbone che forse dice la verità, un pericoloso boss della malavita… Marchi si troverà alle prese con l’inchiesta più complessa, torbida e inquietante della sua carriera.

Dopo il successo de “Il Rumore della pioggia”, Gigi Paoli torna con un giallo che indaga negli anfratti più oscuri di Firenze.

Prima di tutto mi è piaciuta l’ambientazione, una Firenze diversa, lontana dal mito turistico, più cupa e terrena, una Firenze colpita da giorni da una pioggia battente che sembra non finire. Non so perchè ma Firenze città non mi dava l’idea di luogo da noir, magari le sue campagne, i dintorni si (anche per i ben noti fatti degli anni passati), ma la città in se no. Invece funziona bene, per questa pioggia continua, per le stradine strette strette e anche per questo enorme Palazzo di Giustizia, più vicino ad una entità aliena che ad un luogo reale. Insomma Firenze perde un po’ la sua bellezza mitica a favore però di una versione già tangibile.
Ma passiamo alla storia, o meglio al caso su Marchi, il colonnello Lion e il PM Mastrantonio si trovano a indagare. In via Maggio, in un Palazzo di proprietà della Curia, viene infatti trovato il cadavere del commesso di un noto negozio di antiquariato. Tante le ipotesi che presto si accavallano, la rapina, l’esecuzione, le messe nere, eppure è tutto molto strano. E’ strano il modo in cui il corpo viene trovato, è strano che niente e nessuno abbiamo visto nulla, è strana la tempistica del delitto e strane sono le frequentazioni del morto. Marchi, da bravo giornalista qual è, spinto inoltre dai tagli di personale che sempre più spesso stanno facendo al giornale, inizia a scavare.
Come sempre parlare di un giallo/noir non è facile perchè non voglio rovinare la sorpresa e il gusto della lettura. L’indagine è veramente accattivante perchè si scoprono piano piano tanti piccoli indizi, ma soprattutto perchè seguiamo veramente il giornalista fare il suo lavoro, girare per i corridoi del terribile Palazzo di Giustizia, non per niente soprannominato Gotham, sfruttare le sue conoscenze e le sue amicizie, chiedere consiglio, seguire una pista dettata solo dall’intuito. Insomma scopriamo come si costruisce un articolo di giornale e come è veramente il suo lavoro. Tutto questo tramite un caso che ad un certo punto sembra semplice e risolto ma che in realtà manca ancora di un capitolo.
Quello che mi ha colpito molto è il personaggio di Carlo Marchi che cerca di viaggiare sul doppio binario delle sua vita privata e del suo lavoro. Donne starete pensando? No, una sola donna, Donata, sua figlia, praticamente abbandonata da un madre lontana e affidata ad un padre che cerca di farsi in quattro per non farle mai mancare nulla e che però deve convivere con il rimorso di vederla crescere a singhiozzo.
Marchi sa fare il suo lavoro, è bravo, è corretto, sa fino dove può arrivare; sa fare anche il padre e lo fa bene solo che qui il terreno su cui si incammina è ben più accidentato, perchè la tenera bimba che a cinque anni si è trovato a crescere da solo ora sta crescendo, e si sentono nell’aria le prime avvisaglie: l’adolescenza sta arrivando e niente sarà più come prima! Ecco, quello che mi ha molto colpito di questo personaggio, e di riflesso dello stile dell’autore, è l’ironia che ha saputo metterci dentro. Niente di eccessivo o sbandierato, anzi, è un’ironia naturale e innata, che mi ha fatto entrare veramente in sintonia con il personaggio.
Secondo me il genere del giallo/noir non è per tutti, è un genere per il quale si deve aver pazienza, si deve entrare nella storia e soprattutto muoversi al suo interno stando accanto al protagonista.
Questo vale anche per Il respiro delle anime, un libro non lunghissimo ma che riesce a dare tanti spunti di riflessione e che saprà conquistare gli amanti del genere.
Un Noir veramente bello,da leggere sotto l’ombrellone e non che ti poterà via un pò di pensieri!

 

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