Collaborazione con Giunti #8

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La casa editrice Giunti mi ha inviato una delle sue ultime uscite, per questo la ringrazio nuovamente.

Titolo: Il rumore della pioggia
Autore: Gigi Paoli
Editore: Giunti
Pagine: 285
GenereNoir
Prezzo: 15,00€

Sono ormai alcuni giorni che Firenze è sferzata da una pioggia battente e, come se non bastasse, la visita del presidente israeliano ha completamente paralizzato la città. Carlo Alberto Marchi è intrappolato nella sua auto che da casa lo porta al Palazzo di Giustizia, quando apprende una notizia davvero ghiotta per un cronista di giudiziaria a corto di esclusive: all’alba, in un antico palazzo di via Maggio, la prestigiosa strada degli antiquari, viene trovato morto con ventitré coltellate l’anziano commesso del negozio di antichità religiose più rinomato di Firenze.
Un caso molto interessante anche perché il palazzo è di proprietà della Curia e sopra al negozio ha sede l’Economato. Marchi si mette come un mastino alle calcagna dei magistrati nella speranza di tirar fuori uno scoop e chiudere finalmente la bocca al direttore del Nuovo Giornale. Sempre correndo come un pazzo, intendiamoci, perché a casa c’è Donata, la figlia di dieci anni che inizia a lanciare i primi segnali di un’adolescenza decisamente in anticipo. Ma stavolta conciliare il ruolo di padre single con quello di reporter d’assalto sembra davvero un’impresa disperata: sì, perché c’è tutto un mondo che ruota intorno al delitto di via Maggio e le ipotesi che si affacciano sono sempre più inquietanti. Su tutte, l’ombra della massoneria, che in città è prospera e granitica da secoli. E l’inchiesta corre veloce in una Firenze improvvisamente gotica e oscura.

Firenze non turistica, Firenze nelle sue parti più oscure, nella periferia dove sorge il nuovo palazzo della Procura della Repubblica, vetro e acciaio, con le sue porte blindate e i suoi lunghi nuovissimi corridoi, Firenze nelle strade meno conosciute, la via Maggio, la via degli antiquari, dove sorgono pochi vecchi negozi i cui proprietari si conoscono da sempre, questo lo scenario dove si muovono i personaggi del noir del giornalista fiorentino Gigi Paoli, la cui biografia somiglia un po’ a quella del protagonista e narratore del suo primo romanzo, “Il rumore della pioggia”; reporter d’assalto, specializzato in cronaca giudiziaria, Carlo Alberto Marchi lavora per la principale testata fiorentina, vive con Donata, la figlia undicenne la cui madre si è allontanata per sempre, ed è costretto ad orari di lavoro infami che la ragazzina gli rimprovera continuamente, per non parlare delle donne che circondano inutilmente il single pelato e fascinoso.

Il delitto che avviene un lunedì mattina di novembre, sotto una pioggia battente, nel negozio di un antiquario, Loris Cantini, morto qualche anno prima, ha per vittima Vittorio, il suo fedele commesso che ne aveva ereditato l’attività. Nello stesso palazzo ha sede l’economato della curia fiorentina, e un giovane prete, don Claudio, viene riconosciuto probabile colpevole dell’atroce delitto: il povero Vittorio ha ricevuto oltre venti coltellate mentre era in ginocchio di fronte al suo assassino nel retrobottega del negozio, alle otto del mattino… Delitto passionale? L’anziano commesso era gay, come si scopre da una chat segreta decrittata dai carabinieri sul suo telefonino, come ammette di esserlo anche il giovane prete. Il reporter Marchi, che ha buone conoscenze al Palazzo di Giustizia, intercetta poliziotti e magistrati, e sembra quasi che il delitto abbia facile soluzione: in realtà ci sono vari dubbi, perché il giornalista scopre alcune tracce che portano verso altre soluzioni della storia: c’è la Massoneria, c’è il Vaticano, c’è una eredità lontana nel tempo di un patrimonio di opere d’arte scomparse misteriosamente, ci sono sovrapposizioni di competenze fra carabinieri, polizia, reparti speciali…

Insomma nel noir gotico che vede la città toscana sotto la pioggia per giorni e giorni, Marchi incontra personaggi insospettabili e quasi non volendo riesce a mettere il magistrato inquirente sulla via giusta per smascherare il vero inatteso colpevole. Pieno di vera suspense, ma anche di molta ironia e scritto in un linguaggio pieno del quotidiano, il libro si legge con gran piacere e, come si usa dire, tutto d’un fiato. A Palazzo Pitti, agli Uffizi, nei Palazzi storici fiorentini si passa quasi per caso, in modo tangente: una Firenze sconosciuta e affascinante, buia, dai vicoli stretti, dai negozi antichi e quasi deserti, dalle osterie per soli fiorentini, dove si beve molto e bene, è la location insolita che Gigi Paoli, giornalista della Nazione ci presenta attraverso il suo personaggio. L’arma del delitto sarà ritrovata da un turista nel Giardino di Boboli, vanto dei cittadini di Firenze, dove si entra gratis.

 

Un libro che racconta con semplicità e realismo il mondo del giornalismo in un grande quotidiano, con slanci e dissapori fra colleghi e, nello stesso tempo si affianca ad un thriller sempre teso e di ritmo incalzante. Il finale è all’altezza di un importante giallista. Complimenti all’autore. Mi sento francamente di raccomandarne la lettura! 🙂

 

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