Collaborazione con Giunti #9


La casa editrice Giunti mi ha inviato una delle sue ultime uscite, per questo la ringrazio nuovamente.

Titolo: Più veloce dei ricordi
Autore: Jeremy Jackson
Editore: Giunti
Pagine: 382
Genere: Romanzo
Prezzo: 12,00€

Il protagonista Kevin è un giovane corridore promettente ma senza troppa convinzione. Tutto cambia quando una notte, dopo una gara, il pullmino che riporta a casa i compagni di squadra, la fidanzata, l’allenatore, finisce tragicamente in un fiume. Solo Kevin si salverà, perché quella notte stava tornando a casa in auto con i genitori.
Nei mesi successivi la corsa diventa la sua vita: mentre corre si sente avvolto da un silenzio che attutisce il dolore. In pochi anni comincerà ad accumulare record su record, trasformandosi in una promessa nazionale, idolo del pubblico, ma non tutti si lasciano abbagliare dal suo successo. Gregory, il nuovo allenatore, gli lancia una domanda scomoda: ”Per chi vinci? Lo fai per te?”. E poi c’è Henny, la compagna di corse che adora i temporali estivi e con la sua sincerità priva di compromessi sa bucare la scorza di Kevin. Grazie anche a loro Kevin imparerà di nuovo a entrare in contatto con le proprie emozioni, a recuperare i ricordi del passato per poterne creare di nuovi nel presente, a vivere combattendo per quello che realmente vuole e non solo per quello che gli altri si aspettano da lui.

Kevin, il protagonista del sopracitato romanzo, corre via metaforicamente dal dolore che ha dentro. La perdita e la consapevolezza della perdita non sono altro che “ricordi” da tenere sottochiave e da cui fuggire con rapidità. Trovo il titolo italiano piuttosto azzeccato: per sopravvivere alla morte, bisogna essere veloci, ma la morte bisogna affrontarla a muso duro… sennò ci porterà a un passo dall’abisso. E forse è così pure per Kevin che si getta a capofitto nello sport, anche se odia lo sport, la fatica, il sudore. Eppure corre corre corre. Non si ferma, continua ad andare avanti, senza voltarsi indietro.
Sono certa che Più veloce dei ricordi sia un romanzo particolare, volutamente lento, apparentemente senza pathos. Ma sono i sentimenti celati, le brevi frasi di Kevin che dicono fin troppo al lettore attento, le minuzie di un racconto fatto di medaglie d’oro e crescita emotiva.
Jeremy Jackson con il suo esordio, risalente in America al 2002, dà una lezione a chi la lezione vuol riceverla. Ci fa comprendere che è meglio entrare nel fitto bosco della sofferenza, cadere a terra, per poi rialzarci e chiedere aiuto a coloro che erano già pronti ad aiutarci. Lo stile dell’autore è molto semplice, alquanto asciutto, adatto a un personaggio adolescente: la lettura dunque sarà lineare e per niente pedante.
Consiglio Più veloce dei ricordi? Sì, direi di sì, ma penso che non sia un romanzo per tutti. Chi è abituato solo al romance o al fantasy, lo troverebbe noioso e piatto. Infatti lo consiglio spassionatamente agli estimatori della narrativa tosta e dei romanzi di formazione alla “Alessandro D’Avenia” (tanto per fare un esempio nostrano).
Insomma: è un libro fatto di placide emozioni, con un titolo perfetto e una cover evocativa (molto molto più bella dell’originale).
Be’… Non mi resta che guardare il film Life at these Speeds – con Tim Roth e Bill Crudup – tratto da Più veloce dei ricordi.

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